il Blog di Franco Longo

giovedì, ottobre 19, 2006

visione

Visione

Maggio, non mi ricordo il giorno, finii di parlare a telefono con Luce, era mezzanotte, andai a letto, chiusi gli occhi e, poco dopo, vidi davanti a me una scena:

mi trovai dal dottore con la testa pelata, con lui c'era un altro dottore, mi guardò serio e mi disse tu hai un cancro! aprii gli occhi, mi vennero le lacrime agli occhi, non per me, per Lucia, sapevo che era vero, Lucia che mi amava tanto, aveva trovato lAmore con la A maiuscola, ora… morivo? No, non era possibile, non ci credevo, avevo trovato l'amore…eppure quella visione!?

Ne avevo avute tre di visioni, si erano rivelate giuste, 'sentivo' che era giusta pure quella, piansi ma piansi, era la prima volta che piangevo per un'altra…era la prima volta che piangevo…

Se ho avuto una visione c'era un perché?

Ho pensato alle altre visioni, erano tutte andate bene, in positivo, mi nacque la speranza.

Il giorno dopo glielo dissi, piangemmo tutti e due, io per lei, lei per me. Alla fine cancellammo quella visione (per me ci volle una settimana e mi tornava in mente una volta ogni tanto).

L'incombenza del cancro

Mi ero fatto molti esami ma non c'era nulla, eppure avevo male sempre di più, il medico mi diceva che era una mia fissazione, intanto facevo ricerche su internet sui libri per sapere cosa fosse questo male che avevo. Intanto, 8 su 10 quando ci telefonavamo parlavamo del dolore che avevo con Lucia, già era diventata una fissazione.

Pensai che fosse il nervo sciatico, un reumatismo molto forte, il nervo sciatico, diceva il libro, che era falsità che avevo detto, ma non era possibile, da anni non dicevo falsità, dicevo qualche bugia veniale ma niente in tutto, il reumatismo era troppo forte.

Passano i mesi e avevo sempre più dolore. Vado dal medico, mi da giorni da stare a casa dal lavoro, fammi una TAC gli dico, ci davamo del tu, no le TAC costano che ti credi? Mi prescrive la solita visita, niente, il dottore dice che ho una parolona che non capisco, visite su visite niente se non qualche sciocchezzuola.

Al 4 novembre faccio unaltra visita accompagnata dai raggi al bacino, sto mezz'ora sotto hai raggi, al che mi fa il radiologo: porto questi raggi all'ortopedico, perché dico, controlli di routine, ma non mi dice niente, entro nell'ambulatorio, si presenta un medico, lascia i raggi sul tavolo e se ne va, entra un medico, un medico dalla testa pelata, mi ricordo la visione, ridacchio dal nervoso, penso cosa si inventa questo, si presenta, guarda attentamente i raggi, guarda me, poi i raggi e dice: c'è bisogno di una TAC al bacino, non ce niente ma voglio essere sicuro, dico: ho un cancro ridacchiando? Lui mi guarda, no ma che pensi, gli racconto la visione, c'era proprio un medico con la pelata e un medico vicino, proprio come adesso!

Non ho paura, me lo dica, lui mi guarda sbigottito, non sapeva che dire, guarda l'altro medico con fare incredulo, poi dopo un po’ di tempo, tu comunque fai la TAC domani sera, poi se ne parla di questa tua visione.

Telefonando lo dico a Lucia di tutta quella storia, del medico e di quel suo assistente, pari pari a quella mia visione! Silenzio d’oltre tomba, per rimanere sul tema, piange lei, piango io, più io che lei, perché ho paura a lasciarla sola per via dell’amore che mi voleva, già parlo al passato.

Il giorno dopo viene la sera alle 18, faccio la Tac, finito domando al radiologo cosa ho, non ho paura gli dico, lui, senza guardarmi in viso ha una metastasi bella grossa! Io le consiglio di andare a Milano, li c’è un centro di tumori.

Uscito dall'ospedale telefono a Lucia, comincio la conversazione: ho una metastasi bella grossa, la visione era esatta, non ho un cancro ma una metastasi!

In quella telefonata le avevo detto che mi avevano consigliato di andare a Milano presso il centro tumori, ogni tanto…un po' di spesso scappava una lacrimuccia lì mi facevano gli accertamenti più accurati, poi, se mi andava bene, mi facevano le chemio o le radio, vado all'ospedale di Rovereto a farmi gli esami e nient’altro, quello che succede succede.

Restammo a parlare una mezz'ora, il tempo d'arrivare a casa poi un'altra ora ha parlare, non l'auguro a nessuno quello che ho provato, abbiamo provato, nei primi giorni pur essendo pieno di spirito sia io che lei.

Il giorno dopo mi telefona Lucia mi chiede se, domani, andrei a Monza ha fare un seminario: apertura del cuore, rimango stupito, senza lasciarmi parlare lei dice: secondo me ci devi venire poi decidi tu. Dopo un po' di tentennamenti dico di si.

Il giorno dopo parto, sarà per la notizia sarà per la stanchezza, ero stanco e mi faceva male molto di più.

Esco la mattina per prendere il treno, visto che era presto mi fermo al bar per prendere un caffè, lo bevo e prima di pagare prendo un sacchettino di caramelle a forma di chiave, poi mi incammino alla stazione.

Arrivo alla stazione di Milano, viene a prendermi Lucia col sorriso sulle labbra, vedendola non ci pensavo più alla metastasi.

Mantenere un atteggiamento gioioso a prima vista può sembrare inappropriato alla risoluzione dei problemi, però la risoluzione dei problemi è fondamentalmente una processo creativo, che viene attivato più facilmente quando è sospeso ogni giudizio critico.

Frances E. Vaughan

L’ho abbracciata forte e dolcemente, ci siamo guardati negli occhi per un momento ma sembrava un’eternità, ce ne siamo andati raccontandoci quello che non ci eravamo detti per cellulare senza far accenno alla discussione dei giorni precedenti.

Arriviamo al seminario e ci sedemmo per terra, piano piano mi adagiavo, arriva il relatore Victor, una volta che tocca a me presentarmi, mi presento e dico quello che ho con molta naturalezza e quasi sorridendo, con pacatezza, faccio spaventare e sorridere le altre persone a vedermi cosi tranquillo, Victor rimane molto colpito.

Il relatore spiega il da farsi, baci e abbracci e ce n'andiamo ognuno a casa propria.

La locandina era a forma di un lucchetto che apriva un cuore, avevo preso un sacchetto di carammelle a forma di chiave!

Noi andammo in un Hotel che si chiamava King.

Entrammo ci avvicinammo alla reception, dopo le formalità prendemmo l'ascensore, al 2 piano c'era la stanza, volli prenderla in braccio, lei non voleva perché mi faceva male la gamba, l'ebbi vinta io, arrivai fino al letto, mi faceva molto male la gamba, la prima volta che mettevamo piede in un'Hotel, dovevo portarla in braccio:o)

Mi accasciai sul letto, ero distrutto, si lava, mi lavo, poi ci infilammo nel letto, e parlammo.

Poi spegnemmo la luce, ci demmo la buonanotte, mi lamentavo dal dolore, fin qui è normale, poi si alzo di tono il dolore, facevo con la testa di qua e in là per il dolore, respiravo più velocemente, poi la testa la giravo più velocemente e man mano urlavo più forte, provavo dolore indicibile, lei mi teneva la mano dx sul cuore e la mano sx sulla testa, continuavo sempre più forte a girare la testa e a urlare, provavo delle fitte incredibili, continuava a tenermi la mano sul cuore e sulla testa, pregava lei, urlavo io, sentii tutto d'un botto scomparire il corpo, sentivo la testa- il cuore- il piede sx, queste 3 organi sentivo,

poi nulla, il dolore era scomparso, sentivo la testa il cuore, il piede erano svanito, senza un dolore, poi mi svanirono anche la testa e il cuore, Dio come stavo bene, mi sentivo come una barca ferma su un mare piatto, smisi di respirare, ma come stavo Bene!!!

Lucia si accorse che me ne stavo andando mi chiamò, chiamo con voce più forte, quasi urlando fece il mio nome, Franco e ancora di più, Franco a un tratto cominciai a respirare, la guardai…le diedi un bacio come non gliel'avevo mai dato.

Pianse, piansi, c’abbracciammo più forte che mai, mi sfiorava la gamba e non sentivo il più piccolo dolore, facemmo l'amore…

Dopo che si fu addormentata, mi sentivo benissimo, mi alzai e feci reiki su tutto il corpo di lei dato che era stanchissima, lei in quel momento, dato che sentiva le vibrazioni, si svegliò ed ebbe paura poi ridemmo all’impazzata, io che, come un folletto, giravo attorno a lei facendole reiki!

Venne il giorno dopo, memori della notte passata scrivemmo una bella lettera della avvenuta guarigione, non scrivemmo tutta la verità perché ci prendevano per pazzi.

Arrivati al seminario quando scesi dalla macchina stavo malissimo di nuovo, Lucia andò avanti perché cosi avevo deciso io, la seguii piano piano. Arrivato a me con la presentazione raccontai la mia storia fino a quel momento, più in la ballammo, il relatore venne vicino e mi disse di riposare, lo guardai con aria divertita e: faccio quel che posso e mi misi a ballare non curante della trasformazione (metastasi), mi misi a ballare talmente forte che mi venne a mancare la gamba sx, Lucia lo sapeva che non bisognava toccarmi, i partecipanti accorsero in mio aiuto, Lucia li blocco dicendo che mi rialzavo da me, che altrimenti sentivo più male, e così fu, pian piano mi rialzai con la faccia trasformata dal dolore, mi ripresi e continuai a ballare, questa volta dolcemente.

Alla fine si usava prendere una pietra piccola ogni partecipante, venne il mio turno, con tutta delicatezza misi la mano nel cestino, presi il quarzo, aprii gli occhi e scoppiai in una fragorosa risata, fra tutti quei quarzi avevo preso l'unica rotta, con dei 2 frammenti dentro, alzai il quarzo e ridemmo tutti!

Fu un bel seminario, non è che ne avessi fatti molti, ma mi divertii molto e imparammo cose nuove, pure Luce.

Salutammo tutti, baci e abbracci, poi ce ne andammo in macchina.

Lì discutemmo sui vari apprendimenti che aveva dato Victor, furono molto interessanti, purtroppo dovevo partire quella sera stessa, il giorno dopo dovevo andare all'ospedale ha farmi gli esami per la metastasi, non si sapeva qual'era la causa per cui mi era venuta.

Il giorno dopo entrai all'ospedale di Rovereto, entrai li pensando di entrare in un luogo a me non confacente, invece fu un luogo di commozione continua, guardavo la luna e mi commuovevo, sentivo Bananan e sgorgavano le lacrime di gioia, mi trovavo a parlare con le persone appena conosciute ed ero ebbro di contentezza, quei dieci giorni che son rimasto li in ospedale attraversavo dei momenti di Gioia pura con tutto il male, bada ben: non conoscevo il dottor Hamer, ma ero convinto che non morivo!

Comunque andai a Trento ha fare la scintigrafia con contrasto che sono radiazioni in fin dei conti, la mi arrabbiai molto, il medico di Rovereto non mi aveva fato firmare una carta che sottraeva l'ospedale da qualsiasi inconveniente accaduto in seguito a quel'esame, arrivai a Rovereto e gliene dissi quattro al medico, il quale mi disse: una dimenticanza però avevo ragione a fare quel can can. mi fecero la agopsia dietro mio consenso, cosa che leggendo Hammer non si doveva fare in un momento di guarigione della metastasi, in sintesi quando mi faceva male, il risultato di tutti questi esami, ne feci altri.

Al polmone o ai reni proveniva la metastasi, ma quale di questi due esami: al polmone o al rene, non riuscivano a vederlo fu la risposta. Se al posto mio ci starebbe un'altro sviluppava un cancro al polmone, paura di morire.

Quando il dottore mi dimise disse che avevo due o tre mesi di vita, risposi: ci vediamo fra cinquant'anni ridendo, non faccio ne chemio ne radio ne altro, mi arrangio da me, il medico fu esterrefatto!

Di li a poco venne Luce a casa mia, discutemmo il da farsi per la trasformazione, dopo un po' escludemmo il San Raffaele a Milano, ormai sapevo che avevo una trasformazione che veniva dal polmone o che veniva dal rene, era uguale in fin dei conti.

Il giorno dopo mentre stavo in cucina mi chiamo ha farmi vedere un articolo su internet, parlava del dottor Hamer, lo trovai molto interessante, parlava dei conflitti che fanno venire le malattie oncoequivalenti e tutte le malattie, mi comprai i libri e mi misi ha studiarli, o meglio, ha studiarceli, io e Lucia.

Mettemmo ha soqquadro internet in cerca di un medico che si occupasse di nuova medicina ma niente, alla fine telefonammo al centro della N.M.

Ci dissero che c'era la terapeuta di Monza, telefonammo, ci disse che si era ritirata.

Non sapevamo dove sbattere la testa, un giorno Adriana, una donna della Terza Onda ci da l'imformazione tanto attesa, ci disse di telefonare a Brescia dove c’è un medico della nuova medicina che si occupa di queste cose, prendemmo l’appuntamento e ci presentammo li, si chiama Rosa Moreschi.

Ci face entrare quasi subito, prima mi fece entrare in una saletta in cui con uno strumento elettronico mi misurò l'energia dalla testa ai piedi e risultò anche il rapporto età reale/età virtuale in base all'invecchiamento del corpo in proporzione agli anni che avevo. Ci fece accomodare e guardò le TAC al cervello, un cancro ai tuboli collettori del rene sx, una metastasi ischio pubica sx e una malformazione al testicolo sx, parlammo un pò visto che non aveva tempo non ci fece pagare la visita, ci diede appuntamento alla settimana prossima che faceva una serie di corsi, uno alla settimana.

C’erano molte persone e altre arrivarono, viene la dottoressa e ci sediamo, cominciò ha spiegare la N.M.

Cominciò ha fare esempi di animali che si erano ammalati, ma gli animali pensano correttamente il modo di curarsi da questi cancri, noi umani pensiamo in modi più svariati, quindi è più difficile trovare il conflitto e come curarlo ammesso e non concesso che troviate il medico che vi dice questo importante particolare, ci viene a conforto che il conflitto dovrebbe essere a circa 9 o 12 mesi dalla malattia quando viene diagnosticata, quindi…

Ebbene la dottoressa dopo circa 2 ore la mattina e tre ore il pomeriggio spiegò il contenuto dei suoi corsi (che comprendeva la PNL che serve appunto per cancellare i conflitti, t'insegna un nuovo modo di pensare e di parlare) e ci lascio andare.

Ci andai solo io, Luce per un motivo o per un altro non ci poteva venire, fu un corso molto interessante, si svolgeva in vari seminari.

Per quanto mi mettessi d’impegno andava avanti la trasformazione, andava avanti, boh, a volte mi sentivo meglio, molte volte mi sentivo peggio…

Ma quando vide tutte le TAC dell'osso si allontanò la Rosa, non aveva idea la dottoressa di quanto grande fosse la trasformazione.

Fu l'ultimo corso o seminario che feci per quella trasmormazione, vivevo giorno per giorno, subito dopo, un mese dopo che fui andato dalla dottoressa, stavo benino, mi misi a tinteggiare la casa, mentre tinteggiavo la casa mi venne di nuovo il dolore, ora che mi ricordo quattro o cinque mesi prima mi feci un taglietto sotto la lingua, un tagliettino da niente, uscirono come minimo un litro e mezzo di sangue, sono d'accordo che è molto idratata di sangue ma questo è il massimo, boh? Per un momento ho pensato alla leucemia…(che è lultima fase della riparazione alle ossa)

Hamer dice che in una matastasi alle ossa in molti casi viene la leucemia.

Quella trasformazione andava e veniva mi feci prendere dal nervoso e stavo a discutere con Lucia delle cose più svariate sempre riguardo alla malattia e m'innervosivo quasi sempre, ma non con lei.

Un giorno in gelateria, in una zona dove è vietata l'ingresso al pubblico, stavo sul lettino a riposarmi un po' quando andai fuori a fumarmi una sigaretta, la mia intenzione era quella, esco dalla porta sul retro, ci sono due gradini, l'ultimo un po' più basso, faccio un primo gradino, con lo sguardo vedo un'inquilino che entra dal cancello, sul momento che guardavo mi dimentico di fare l'ultimo gradino, il gradino lo avrei fatto col destro quindi sarei caduto sul sx, sul sx avevo la trasformazione, feci una giravolta quando cadevo ( l'inconscio ti salva la vita, più che l'incoscio l'amigdala, l'amigdala è una zona del cervello che entra in azione quando accade qualcosa di spaventoso, di elettrizzante, d'incidente eccetera, veniva usato dagli uomini primitivi nella caccia o quando si veniva attaccati da una belva, attacca- fuggi così decideva l'amigdala), urlai dal dolore, mi misero sul lettino ma il dolore non diminuiva, in quel mentre arriva Ovidio, mi fece pranoterapia, disse che dovevo respirare lentamente che si attenuava il dolore, ma niente.

Dopo chiuso la gelateria Lucia andò in cerca di una farmacia di un'antidolorifico, alla lunga la trovammo, gli spiegò la situazione al farmacista e mi diede una fans, la presi, mi fece poco o niente.

Passarono mesi cosi, a volte non sentivo il minimo dolore per pochi giorni, quei pochi giorni mi diedi da fare, c'era la casa da imbiancare, decisi in quei pochi giorni di imbiancare, imbiancai tre stanze, dopo pochi giorni ecco i dolori più forti che prima, mi abbattevo per un paio di giorni poi ricominciavo la 'lotta' con amore con la malattia.

Respiravo lentamente, su 18 ore respiravo in quel modo lì 10 ore, mi facevo reiki, leggevo libri sul cancro e su malattie varie, mi sono fatto una cultura su quel genere, poi avevo una crisi fortissima, se non c’era Lucia in quei frangenti non so cosa avrei fatto, comunque passarono altri mesi fra una crisi e l'altra.

Andai dalla dottoressa Ferreri, medico di famiglia, a prescrivermi la Pet, venne il giorno fissato e andammo a Milano ha fare l'esame accompagnato da Lucia, sempre e solo lei. Aspettammo il nostro turno, a differenza dei malati come me, io e Lucia eravamo allegri, venne il mio turno, entrai nella sala attigua e parlai con la dottoressa che faceva l’esame, spensierati, la dottoressa che mi faceva l'esame guardando le carte scoprì che seguivo le terapia di Hamer, la dottoressa andò su tutte le furie, bla bla bla lo sai che chi segue Hamer muore! Io: dovevo campare due o tre mesi, sono ancora qua, se muoio muoio ma non è colpa di Hamer, con questa malattia si muore molto prima.

Farfuglio qualcosa e se ne andò.

Finito la PET non mi dissero niente i medici, dovevo aspettare dieci giorni per sapere, quando mi arrivavano a casa.

Risultato: la metastasi solita e qualcosa di nuovo: il cancro al rene di 4.8 cm.

Del cancro al rene sx lo sapevo già tramite la TAC al cervello che avevo portato alla dottoressa Rosa, non mi aveva detto niente di nuovo, m'aveva detto ciò che sapevo già.

Andammo avanti cosi senza far niente della medicina ufficiale.

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